giovedì 28 aprile 2011

24 luglio 1999

odio aspettare, se una cosa deve accadere deve avvenire e subito, non c'è motivo di aspettare  una cosa che, nel bene o nel male, ti cambierà per sempre. eppure quella volta per te ho aspettato ben nove mesi, un eternità per me! provavo un desiderio immenso di scoprire i lineamenti del tuo dolce viso, le smussature di quel caratterino che prendeva vita nel tuo cuore, di conoscere il colore dei tuoi occhi e la lunghezza dei tuoi capelli. Avere una sorella come te è una fortuna riservata a pochi eletti. E' un po come la vincita al superenalotto: sai quanti soldi ci sono in palio, ma non con quale numero vincerai. Io ho deciso di provarci però, puntando tutto su un 24 che non disdegnavo affatto...anche il 7 non mi dispiaceva e allora ho aggiunto anch'esso. Beh il 24 luglio 1999 nacque una principessina, una di quelle che entrate nel mio cuore difficilmente ne escono...è proprio a te che voglio dire grazie. Grazie di aver scelto me come fedele compagna di vita, di sopportare le mie improvvise dimostrazioni di affetto, le mie crisi isteriche, i pomeriggi di studio e quelli passati con amici in comune. Grazie di non avermi mai tradito, di esserci sempre e di colorare questa vita con colori accesi. Condividiamo tutto e spero che questo accada sempre tra di noi; se siamo nate sorelle vuol dire che qualcuno ha disegnato per noi un futuro unito e spensierato. Troverai sempre le mie mani alla fine delle tue, pronte a sorreggerti ogni qual volta tentennerai sul da farsi, quando sarai triste, quando ti servirà una qualsiasi scusa oppure quando vorrai rendermi partecipe della tua felicità. Ti auguro una vita immensa ed unica, realizzatrice di tutti i tuoi desideri, da quello più piccolo ed insignificante a quello improponibile per l'importanza. Non vedo l'ora di tenere tra le braccia un tuo nipotino, una gemma nata dall'amore trovato e la serenità acquistata con una nuova famiglia. Lo accudirò con letizia ogni qual volta che, presa da altro me lo affiderai. Che questa vita ti riservi mille e più mille soddisfazioni, gioie e pochi dolori: infondo lo sai che, se sto male è perchè lo sei tu...Ricorda che io ti voglio bene, anche se delle volte a stento lo dimostro, ricorda che sei un estensione del mio cuore, una lacrima dei miei occhi e la parola più bella da pronunciare. Ricorda che le mie non sono semplici parole, ma melodia prodotta dal mio cuore ogni volta che ascolta il tuo nome.

giovedì 21 aprile 2011

età

A volte l'età non significa nulla. L'ho capito conoscendoti. Molte volte, proprio come l'abito non fa il monaco, l'età appare inutile. Non puoi capire una persona dicendogli “scusa? Quanti anni hai?” perchè sai che la risposta è limitativa e soprattutto insignificante. Ciò che ti rende maturo non è la data di nascita scritta sulla carta d'identità bensì la vita vissuta, le esperienze fatte, le decisioni prese e le gioie provate sulla propria pelle. Un po come la maggiore età: hai diciotto anni e spacchi il mondo! No, per me non è così. Diciotto è un anno come tutti gli altri, è una delle stupide convenzioni create dal mondo politico e seguite da tutti, un po come fare “la festa grande”. E' una cosa che non capisco. In fin dei conti si parla di un semplice anno in più, un anno di vita, conoscenza, studio, lavoro, amore...un anno da passare alla stregua degli altri. Ecco perchè non sopporto i miei coetanei che si vantano e preparano millenni prima questo evento. Passano una vita a dire “non vedo l'ora di essere maggiorenne almeno posso andare via di casa, sono grande e libero di fare ciò che voglio” e, una volta raggiunto ciò, subito rimpiangono quand'erano piccoli magari asciugandosi una lacrima che, nel frattempo, gli ha rigato il viso. Tutti noi pensiamo che l'infanzia sia la parte migliore dell'esistenza. Da piccoli tutto è più semplice. Ogni “non ti sono più amico” durava massimo due secondi e si risolveva con una caramella, l'unica preoccupazione che si aveva era quella di trovare qualcuno con cui giocare perché poi anche con un filo d'erba si era felici. Ci bastavano le piccole cose come il fingersi addormentati per farsi portare in braccio a letto, ascoltare imbambolati le storielle di nonno sulle sue ginocchia, il fidanzatino che non ti tradiva mai portandoti orgoglioso un po di fiorellini di campo perchè infondo già questo era tanto per noi. Non esistevano i pregiudizi, dimostravamo il nostro affetto difendendo a spada tratta, il “diverso” non esisteva e si condivideva tutto. Oggi nulla è così. Oggi se sei piccolo non puoi parlare perchè non capisci nulla; se sei grande, invece, puoi parlare solo con i “simili con cui ti sei omologato”. Oramai il mondo va avanti, le caramelle si sono sostituite alla droga, le amicizie vere a quelle di comodo, la scuola ad un hobby e la libertà di avere un cane a quella di odiare i genitori e trattarli male. Ma se rimpiangiamo questa parte di noi, allora perché non essere grandi-piccoli? Perché non ritrovare quel visino da furfantello spensierato, quello con gli occhioni dolci di quando volevi un cioccolatino in più, pieni di lacrime quando le verdure giù proprio non ci scendevano, quando non ti costava nulla andare dalla mamma e dirle ti voglio bene? Giorni fa ebbi la dimostrazione di quanto ho appena scritto rimanendo meravigliata di quanto stessa accadendo nella mia “classe”, già il metterla tra virgolette fa intendere che i rapporti non sono dei migliori, eppure rimasi a pensare. E' normale che, con il passare del tempo, si inizino a prendere delle decisioni, a preferire qualcuno piuttosto che altri, ma quel giorno non fu così. Erano tutti intenti a parlare di qualcosa...qualcosa che li univa tutti e tredici, qualcosa di bello da morire che li induceva a scambiare idee pacificamente e senza litigare né alzare la voce. Pian piano si aggiungevano tutti a quel gruppo che da quattro diventava sempre più grande. Incuriosita mi avvicinai con il mio migliore amico: parlavano di cartoni animati! I cartoni! Ecco cosa li accomunava. Seduti uno accanto all'altro partecipavamo attivamente alla grande discussione: per una colta eravamo uniti, condividevamo la stessa passione, i stessi gusti, la stessa voglia di rimanere PICCOLI PER SEMPRE...